Mentalista a Somma Vesuviana. Lo avresti mai detto? Voglio dire proprio sotto casa e per di più in un luogo che non conoscevo affatto!  Ma andiamo per ordine. Mentalista lo sono di fatto nel senso che il fatto che  lo sia è a prescindere: non posso per una volta non esserlo, semmai posso non mettere in gioco quelle carte che mi permettono di non “sentire” qualcosa di diverso, di non ascoltare certi sensi. E’ quello che faccio quando lavoro.

Mentalista divinoQuesta sera sono stato ospite alla prima di un evento di fotografia. Un incontro tra professionisti in una vineria a Somma Vesuviana, città dove sono cresciuto, con tema centrale la fotografia alla quale, nel mio modesto intervento, avrei trattato l’argomento comunicazione in fotografia ai tempi di facebook. Doveva essere un bicchiere di vino tra pochi intimi invece si è trasformato in un evento con dei numeri significanti un certo fermento.
ssssHanno partecipato tra l’altro anche Giorgio Cappiello, vincitore di un premio di fotografia artistica, Luca Aimone, amico e unico vincitore di un premio di fotografia indetto da Città della Scienza, io nella figura che il mio lavoro mi ritaglia e naturalmente Rosario Costantino, col quale sto sempre più a stretto contatto collaborando. Tra un bicchiere di vino ed una foto al set fotografico con soggetto “il vino”, a cura di Luca che è un genio della fotografia, abbiamo assistito alla proiezione delle immagini più suggestive di Giorgio. Il mio intervento intanto si è trasformato da tecnico destinato al fotografo a culturale indirizzato al pubblico dato che l’afflusso di persone è stato meno contenuto del previsto. Rosario Costantino che ha organizzato questa prima promette già la seconda e l’atmosfera riscaldata diventa intima con la richiesta di vestirmi dell’immagine mentalistica che ho pronta nel taschino. Gennaro, una persona a caso che non ho avuto il piacere di conoscere prima, prende il proprio orologio, si concentra su di un ricordo, chiude gli occhi ed io lo guido passo passo nel rilassarsi. Senza guardare le lancette le muove ripetutamente avanti ed indietro girando la corona dopo averla estratta poi la richiude. “Clich” si è sentito lo scatto. Cerco di farlo concentrare su una lancetta immaginaria, lui ancora non ha visto che ora ha piazzato nel movimento casuale. treqquarti mentalistaGli chiedo di concentrarsi non sull’ora ma sulla lancetta dei minuti e di sforzarsi ad immaginare dove possa essere posizionata: “34”, la voce sua si staglia; guarda l’orologio ed esclama: “non ci posso credere!” L’orologio indica il minuto 34. Ho raccontato che non era possibile che l’universo non influenzasse questa casualità ed ho fatto in modo che persone  presenti controllassero se ci fosse un altro 34 in giro per la sala. I due dadi in legno sul bancone segnavano 34, l’orologio segnava 34, lui aveva liberamente scelto il 24, il cronometro da calcio sull’ingresso segnava 34. Eravamo in un locale a caso e pare che continuerò a frequentarlo, il treqquarti che si scrive anche 3/4 … un caso?