libro leggere in se stessiNon tutto è raccontabile. Ci sono segreti che da Mentalista intravedo quando mi trovo in un esperimento con una persona che vive un disagio od una situazione di irrequietezza. Ci sono giorni in cui ne vedo di più, altri in cui me ne capita solo qualcuno o nessuno. Certo, sono rari.
Delle volte così per gioco o scherzo durante uno spettacolo mi ritrovo anche ad approfondire e cercare di giungere alla conclusione del momento di difficoltà e quando lo afferroaffronto, se fa piacere al personaggio, il tutto con fare da Coach, il mio reale lavoro, il mio reale interesse: aiutare gli altri a vivere meglio. Accade che molti piangano o si sentano positivamente turbati.
Capita delle volte che questo tipo di “seduta” non sia possibile o che non sia attuabile nell’immediato e che una speranza però sia stata intravista, una finestra sia stata aperta. Allora in un minuto semplicemente chiedo di usare la forma più autonoma di farsi da coach: scrivere.

Quando il cuore è gonfio di impressioni, sentimenti, speciali amarezze, quello che può contare è scrivere. Sono stati d’animo che hanno necessità di spazio, silenzio e concentrazione, stati d’animo fuggenti e storie da raccontare impronunciabili dietro all’ apparente vita quotidiana.

Allora è lì che devi scrivere e catturare tutte le tue emozioni ed imprigionarle in parole che abbiano la forza dell’esorcizzare l’emozione e di creare la tristezza necessaria a superare un lutto. Sia chiaro per lutto si intende un allontanamento fisico od emotivo indipendente dalla nostra volontà: un distacco. E’ solo lì che inizierai a muovere i primi passi verso il nuovo te stesso. Ed invece di raccontare sentirai man mano che scrivi che adori parlare a te stesso e dovresti farlo il prima possibile