Verba Volant Scripta Manent

Verba Volant Scripta Manent“Verba volant scripta manent” è una provocazione che ho usato l’altro ieri quando ho tenuto una conferenza dove avrei dovuto vantare un sistema di percezione trasversale, come una linea di pensiero, che mi permetta di raggiungere inesplorate combinazioni di idee e così anche di soluzioni. Si aspettavano che parlassi di un sistema per frullare i dati raccolti da un’interazione e metterli a disposizione secondo nuovi schemi. Tuttavia non è questa la “scorciatoia” che ho voluto divulgare ed ho preferito parlare del sistema che usiamo tra colleghi per giungere ad una soluzione Mentalistica

Un sistema valido nel lavoro di gruppo al fine di raggiungere quante più soluzioni è il brainstorming. Inevitabilmente tutti concorderebbero che maggiori sono le soluzioni proposte, più

soluzioni esistono da tenere presente, e, valutare e parlare insieme di un argomento, promette di prendere spunti di altri e costruire nuove idee. Io però faccio diversamente e l’intervento “Verba volant scripta manent” lo spiega.

L’esperimento

Ho un esperimento da proporti che smonterà inevitabilmente questa presunzione e lo stesso è stato alla base del mio intervento.

Chiedi ad un insieme di individui di scoprire un termine che, preceduto dai vocaboli “copri” e “scendi”, generi due parole composte. Per avere la risposta, non hai necessità di fare una riunione in cui ciascuno dica la sua liberamente. E se anche lo fai la scelta strategica sarà sbagliata. Lo dice anche lo psicologo industriale Peter Heslin, della Southern Methodist University, negli Stati Uniti, lui infatti ti condurrebbe lungo un discorso che racconta che è inutile perché rischia di spegnere tutta la creatività personale, ostacolando la possibilità di trovare la soluzione, che è “letto”.

Brainstorming

Nonostante la smisurata popolarità di questo metodo, genereresti meno idee originali rispetto a gruppi in cui ognuno produce idee per conto proprio. Lo studioso propone un’alternativa: il brainwriting. Il processo è semplice ed è quello che uso anche io e che ho illustrato.
Su alcuni foglietti di e carta si scrivono le parole chiave. Si prende il primo e ogni membro del gruppo, con una penna di colore diverso, scrive la propria risoluzione, in silenzio, poi lo passa destra.

Chi ne ha una aggiunge la sua proposta. Una volta raccolte quelle cinque idee, il foglio viene collocato al centro. Quando lo stesso è stato fatto con gli altri fogli, i componenti del gruppo approfondiscono e discutono tutto. Le iniziative che ridestano più successo vengono conservate. L’ultimo passo consiste nel chiedere a ciascuno di pensare da solo, per quindici minuti supplementari, ad altre soluzioni. Le ricerche di Heslin mostrano che questo metodo produce risultati migliori del brainstorming. In quel caso, infatti, dovresti aspettare qualche minuto per esprimere il tuo parere, dovendo lasciar parlare anche gli altri. «La gente si fa prendere dall’insicurezza e comincia a pensare che le proprie idee siano inutili o folli» dichiara lo scienziato. Ha anche scoperto che i gruppi di persone con preparazioni e abilità diverse, ma che in parte si sovrappongono, tendono a essere particolarmente creativi nelle sedute di brainwriting. (Se ti va approfondisci l’articolo qua con la migliore tecnica del 635)Ma se vuoi comunque tentare il brainstorming, ecco alcuni consigli pratici degli psicologi olandesi Bernard A. Nijstad e Wolfgang Stroebe:
• Prediligere gruppi piccoli. Se sono numerosi, è consigliabile suddividerli;
• Scoraggiare i partecipanti che desiderano esporre le proprie idee nei dettagli;
• Preferire i brainstorming per via elettronica a quelli verbali per scoraggiare inutili interventi.

Cosa ha a che vedere questo con il Mentalismo?
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